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Verso la prima...

Introduzione al metodo

 

In questa sua assunzione di creatività e libertà, il metodo può essere riferito al pensiero pedagogico di R.Steiner, distinguibile dalla applicazione formale delle scuole che ad esso si richiamano ufficialmente; ma anche ad altre esperienze pedagogiche, in quanto in ogni metodo può essere trovata quella particolare chiave, quella particolare risposta per quel particolare bambino. Rimandando per un maggior approfondimento ed una più corretta comprensione a nostre specifiche pubblicazioni (B.M. Scabelloni, Il metodo dell’uomo. Appunti di pedagogia e didattica e (a cura di) L.M.Olivieri, Dall’immagine al concetto. Esperienze didattiche nella scuola materna e primaria) possiamo indicare alcune idee-forze definendo il metodo immaginativo, ritmico, artistico.

 

 

 

Un metodo immaginativo, artistico e ritmico

Immaginazione

 

Per immaginazione, e qui è importantissimo chiarirsi, non s’intende la fantasticheria astratta, che comunemente ed erroneamente si attribuisce al bambino, ma il modo stesso in cui è conformata l’attività conoscitiva e percettiva, del tutto sua propria, attraverso cui il bambino s’inserisce nella viva realtà del mondo, aderendovi con meraviglia, stupore, capacità di immedesimazione. E’ sostanza del suo mentale, ma anche della totalità del suo essere, se lo si comprende come unitaria e dinamica organizzazione delle sue facoltà (pensare, sentire, volere) in cui, è importante notarlo, agiscono e si attuano le forze e le linee della sua crescita. Dovendo insegnare ad individui in via di sviluppo, è fondamentale tenerne conto. Rivolgendosi direttamente all’attività conoscitiva immaginativa del fanciullo, rendendo creativo l’insegnamento, si favorirà il suo apprendimento e, attraverso questo, la crescita armonica ed equilibrata delle sue facoltà. Alimentando correttamente l’immaginazione, vi si imprimerà quella forza atta a trasformala in consapevolezza, presenza a se stessi, vera capacità di concettualizzare e di penetrare nel mondo. Nell’immagine, il bambino entra in uno “spazio” familiare, a lui caro, vibrante di vita, in cui si sente partecipe e attivo, in cui la vita del proprio io e quella dell’oggetto esterno traspaiono l’una nell’altra, fino quasi a coincidere. In ciò che conosce egli vuole trovare e immettere tutto se stesso. Quella che sembra essere una prerogativa dell’artista, nel bambino è la naturalità della sua costituzione.

 

 

Arte

 

Da questo, l’importanza dell’arte come mezzo conoscitivo ed espressivo. Le varie discipline artistiche (pittura, disegno, scultura, manipolazione, intarsio, decorazione, lavoro manuale, musica, drammatizzazione, poesia, grafica, euritmia…) non vengono svolte soltanto in specifici momenti di attività, ma insieme e a completamento della didattica vera e propria, di essa costituendo l’elemento armonizzante e vivificatore. Attraverso l’espressività artistica, partendo dalla volontà, che è la facoltà in cui maggiormente il bambino s’identifica, egli è portato ad acquisire dapprima il sentimento ed infine il concetto di ciò che va apprendendo. Ogni materia dell’insegnamento viene quindi elaborata immaginativamente ed accompagnata con un’adeguata espressione artistica per infine essere sintetizzata nell’apprendimento concettuale, che, ancor più che in altre scuole, tiene in massima considerazione l’arricchimento del personale bagaglio culturale, l’elaborazione e la verifica individuale, l’autonomia nello studio.

 

 

 

Ritmo

 

In ciò si comprende anche l’importanza di apportare un ritmo nell’apprendimento e nella organizzazione delle attività, in grado di assecondare e di regolarizzare il ritmo stesso insito nel bambino. Per bambini che passano il maggior tempo nelle aule scolastiche e vivono in un contesto urbano così poco ritmico, ciò è fondamentale. Inserire il bambino adeguatamente nei diversi momenti della giornata, renderlo partecipe dello scorrere delle stagioni, farlo spaziare in osservazioni della natura, favorisce ed armonizza il naturale accordo del suo proprio ritmo con quello del mondo. La giusta scansione e l’alternarsi delle discipline, le modalità dell’insegnamento, gli intervalli, le pause, la puntualità di alcuni momenti significativi, oltre a non affaticarlo rendono il bambino più sicuro di sé e lo rafforzano nella volontà. In questo senso è molto importante l’inizio della giornata, in cui attraverso il canto o un breve momento poetico, si sollecitano e per così dire si ordinano le forze in un accordo comune. Così il momento del pranzo o del gioco libero o della narrazione di un racconto, la cui storia viene ripresa ogni giorno puntualmente. La ripresa, la ripetizione, la trasformazione nel tempo di un tema dell’insegnamento in un altro, pure concorrono alla continuità del processo dell’apprendimento. Ma per ritmo s’intende anche e soprattutto il rispetto dei ritmi e dei tempi di apprendimento di ogni singolo bambino, che devono essere sostenuti, orientati, ma mai innaturalmente forzati. L’apprendimento deve crescere insieme a tutto il bambino, egli deve imparare ad essere responsabile, operoso, partecipe, ma sempre deve sperimentare in ciò che apprende la gioia, il senso di fare qualcosa che lo riguarda direttamente, che lo trasforma e lo migliora.